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Il nucleo

Per la sua mole e le sue caratteristiche architettoniche, il nucleo alpestre di Pianspessa rappresenta l’edificato più imponente ed interessante dell’intero podere. Malgrado l’assenza di studi puntuali, la complessità progettuale e l’unità architettonica che caratterizzano i fabbricati che lo compongono sembrano suggerire l’esistenza di un preciso progetto edificatorio associante funzionalità e gusto estetico. La ricca corrispondenza della famiglia Cantoni-Fontana – nota stirpe d’architetti valmuggesi particolarmente attiva nei vicini Stati italiani – sembra accreditare questa tesi, testimoniando fra 1768 ed il 1777 un vivo interesse per le « fabbriche » che si realizzano a Pianspessa. Il carteggio, consertato all’Archivio di Stato del Canton Ticino, sembra ugualmente sottolineare il carattere innovatore e sperimentale del disegno promosso dai proprietari che danno vita sul poggio di Pianspessa ad un impianto edilizio che coniuga costruzioni tipiche degli insediamenti dell’alta valle – la nevèra, la graa, la cisterna, il roccolo – ed elementi più comuni alle masserie della zona collinare – gli orti, i campi, il ballatoio, la loggetta per le api.

La nevèra

La nevèra, leggermente distanziata dal nucleo alpestre, possiede una circonferenza interna di circa 3 metri ed un’altezza di 5 metri. La costruzione presenta delle pareti intonacate e una falsa volta con tetto a due falde ricoperto di piode.
Cinta da una corona di aceri centenari - verosimilmente piantumati contemporaneamente alla costruzione dell’edificio nel 1770 -, la nevèra veniva riempita con della neve compatta durante il mese di marzo al fine di mantenere al fresco il latte ed il burro durante i mesi estivi.

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Il roccolo

Sul crinale arrotondato di Pianspessa, a quota 1035 m, si erge un maestoso roccolo. La sua posizione è da mettere  in relazione a fattori morfoligici, climatici e alle rotte migratorie degli uccelli. Esso non doveva essere costruito troppo in alto o essere particolarmente esposto ai venti che potevano ostacolare l’uccellagione.
L’originalità architettonica del roccolo di Pianspessa è sorprendente. La facciata ricurva, unica nel suo genere nella valle, rivela l’attenzione profusa dall’architetto nel conciliare l'utile ed il bello. In effetti, questo particolare facilita il compito dell’uccellatore - che può meglio controllare l’area circolare antistante la torre - e conferisce alla costruzione notevole eleganza.

Le stalle

Sui pendii di Pianspessa - come ovunque nel compresorio del Monte Generoso e della Valle di Muggio - le stalle sono numerose. Disseminate sul pendio sud del podere, le quattro stalle servivano quale luogo di raccolta del fieno e quale riparo a mucche e capre.

 

L’abbondante fieno dei prati di Pianspessa veniva così conservato in ampie cascine per sostentare il bestiame durante i mesi invernali. « Al Pianspessa i fienili trovansi tutti murati di fieno, (...) il presente anno ha fatto vedere la necessità di si vasti fienili per riporre i puri fieni di detto loco » scrive Giacomo Fontana a Simone Cantoni nel settembre del 1781.

In rovina, le stalle presenti sul podere di Pianspessa accoglieranno un riparo per gli animali, degli alloggi, il caseificio e dei locali di ricezione.

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I muri a secco

Gli oltre 400 metri lineari di muri a secco presenti sul compresorio di Pianspessa sono silenziosi testimoni della relazione armoniosa che lega l’uomo e la natura.
Arditi muri di contenimento o muretti dolcemente inseriti nei pendii, queste costruzioni stanno a ricordare la neccessità - che in tempi non così lontani - spinse l’uomo ad « addomesticare » i suoli scoscesi poco avvezzi alle coltivazzioni attraverso la creazione di terrazzamenti.

La fontana

Situata all'estremità del sentiero che si dirama dal nucleo in direzione ovest, la fontana in granito - attorniata da faggi secolari - è un elemento notevole sia per la sua mole che per il materiale con la quale fu realizzata.
Il granito, infatti, assai raro in valle di Muggio, è stato probabilmente ottenuto da un masso erratico o trasportato a dorso di mulo sino in questo luogo: prova degli importanti mezzi finanziari investiti su queste terre.

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I prati ed i pascoli secchi

Situati sul versante sud del comparto, i quasi 3 ettari di prati e pascoli secchi costituiscono un biotopo di straordinaria importanza.
Questi ambienti, forgiati dal prolungato utilizzo agricolo del suolo, sono ricchi di specie vegetali.